"Ci sono persone pagate per dare notizie, altre per tenerle nascoste, altre per falsarle. Io non sono pagato per far niente di tutto questo..." Rino Gaetano
Cari amici blogger probabilmente non riuscirò a passare dai vostri blog per lasciare gli auguri di un ottimo 2009. Quello che faccio è lasciare a voi e a chi mi legge i miei auguri; lo faccio postando un video di un cantante che amo e che non dimenticherò mai.
Il 28 dicembre 1908 alle ore 5:20’27” ci fu un sisma di intensità pari al 10° grado della scala Mercalli che si stima uccise fra 50 e 100 mila persone in Sicilia e Calabria. Quella mattina Messina, Reggio Calabria e i territori intorno alla zona dell’epicentro, lo stretto di Scilla e Cariddi, cambiarono faccia per sempre.
Voglio ricordare quell’apocalisse riportando alcune testimonianze dell’epoca lette sul numero di dicembre di Focus Storia in un interessantissimo servizio di Paola Grimaldi.
“Ero in letto allorquando sentii che tutto barcollava intorno a me e un rumore di sinistro che giungeva dal di fuori. In camicia, come ero, balzai dal letto e con uno slancio fui alla finestra per vedere cosa accadeva. Feci appena in tempo a spalancarla che la casa precipitò come un vortice, si inabissò, e tutto disparve in un nebbione denso, traversato come da rumori di valanga e da urla di gente che precipitando moriva”. Esperienza raccontata all’Avanti! dal futuro deputato Gaetano Salvemini, docente all’università, che quella mattina perse moglie, i 5 figli e una sorella. Fu l’unico sopravvissuto della sua famiglia.
“I muri erano sbattuti come foglie; da tutte le case e le finestre una grandine di tegole, di vasi, di parapetti, di davanzali, di cornicioni si abbatteva nelle strade con un frastuono altissimo […] Mi ricordo che udii cadere le campane della cattedrale, e pensai: addio, Messina, addio, vita”. Racconto del signor Monforte, telegrafista della stazione ferroviaria di turno quella mattina, al quotidiano Il Mattino.
“Tale era l’intensità delle scosse e la violenza con cui le pareti venivano smosse e il sottosuolo si agitava, che non solo le pareti si piegavano come fogli di carta, ma io stesso mi sentii sbalzare due o tre volte all’altezza di un metro dal pavimento”. “Tenendomi lungo il muro tentai di camminare per le strade. Il rumore delle case crollanti mi assordava. […]Non vi era che un lungo, lugubre, immenso strillo da tutti i punti della città: aiuto,aiuto!” Testimonianza di Riccardo Vadalà direttore della Gazzetta di Messina che quel mattino si trovava in redazione.
Dopo che la terra tremò, dal mare si alzò un’onda anomala alta 10 metri che travolse macerie e persone. Il tenente di vascello Saccarese, del torpediniere Saffo, dalle pagine del giornale La Tribuna descrisse così il maremoto: “Il mare improvvisamente si gonfiò alzandosi in un’enorme montagna ruggente dallo stretto e si rovesciò con cupo rombo furioso […] Un istante dopo la superficie agitata del mare apparve coperta di botti, d’imbarcazioni, di rottami, di battelli, di casse di petrolio, di frutta, d’agrumi e un nembo fittissimo coprì la povera città da cui si elevavano acute strazianti urla invocanti soccorso”.
Si lamentano degli zingari? Guardateli come vanno in giro a supplicare l'elemosina di un voto! Ma non ci vanno a piedi, hanno autobus che sembrano astronavi, treni, aerei; e guardateli quando si fermano a pranzo o cena. Sanno mangiare con coltello e forchetta e con coltello e forchetta si mangeranno anche i vostri risparmi. L'Italia appartiene a cento uomini, siamo sicuri che questi cento uomini appartengono all'Italia?
"Più inglese, meno corsi... E l'ora in classe sarà di 60 minuti"
Via alla contestata riforma: dal prossimo anno cambiano elementari e medie, per le superiori bisogna aspettare il 2010. E dal 2011 i docenti migliori potranno ricevere un premio di produttività
MAESTRO prevalente, ore di sessanta minuti senza sconti, colpo di scure sui corsi di specializzazione di licei e istituti tecnici. E soprattutto più lingua inglese per tutti. Un insegnamento, questo, che accompagnerà gli studenti dalle elementari all’ultimo anno delle scuole superiori. E, ciliegina sulla torta, premio di produttività agli insegnanti. Scuola, si cambia. Il Consiglio dei ministri ha dato ieri via libera ai regolamenti attuativi della riforma: elementari e medie cambieranno dal primo settembre 2009, le superiori dal primo settembre 2010 per consentire alle scuole di «conoscere la riforma e farla conoscere alle famiglie».
NON UN rinvio, ma «un atto di buonsenso, per evitare l’incomprensione sui provvedimenti che in passato c’è stata — spiega il ministro Mariastella Gelmini, illustrando il provvedimento al termine della riunione collegiale —, nessuna marcia indietro. Dopo la riforma Gentile del 1923, siamo di fronte a una nuova riforma di tutti i cicli, dalla scuola d’infanzia alle superiori». Quali sono i provvedimenti più significativi? Dal prossimo anno scolastico, a partire dalla prima classe, alle elementari verrà soppresso il modulo a più maestri degli anni ‘90 e un unico insegnante sarà il punto di riferimento educativo e formativo per il bambino.
«IL MAESTRO unico è assolutamente compatibile con il tempo pieno — ha chiarito Gelmini —. La libertà di scelta delle famiglie non sarà sulla tipologia del maestro, ma sul quadro orario». Mamme e papà potranno scegliere, infatti, tra i due modelli base che prevedono un unico maestro di riferimento — 24 e 27 ore — oppure potranno richiedere, sulla base dell’organico assegnato alla scuola, uno dei modelli a richiesta: fino a 30 ore, con attività facoltative o opzionali; il tempo pieno a 40 ore. Per venire incontro alle esigenze delle famiglie si introduce nella scuola dell’infanzia la possibilità di anticipare l’iscrizione a 2 anni e mezzo. Alle medie si introduce la possibilità di usufruire dell’«inglese potenziato»: se le famiglie lo desiderano le ore passano da 3 a 5. Corsi di italiano per stranieri.
Per quanto riguarda le superiori, nascerà il liceo musicale-coreutico e quello delle scienze umane (le ex magistrali), ma ci sarà una drastica riduzione degli indirizzi di studio: nei licei passeranno da 510 (a far lievitare il numero sono le ‘sperimentazioni’) a 9, negli istituti da 204 a 11. Infine, più matematica e scienze in tutte le scuole. Con ore piene di 60 minuti. Allo scientifico si continuerà a insegnare il latino; negli istiuti tecnici una materia dell’ultimo anno sarà insegnata in inglese. Ai docenti più bravi, fino a 7mila euro di premio l’anno.
I DECRETI intascano l’assenso del Movimento genitori ma non placano le polemiche. I Cobas criticano l’adozione del maestro prevalente, «un simil-maestro unico affiancato da insegnanti del tutto marginali nella conduzione della classe». La Cgil sottolinea che si è giunti all’approvazione «senza che sia stata data possibilità al sindacato di discutere». Anche le Regioni lamentano di non essere state ascoltate, stesso rilievo sottolineato da Rete degli studenti e Azione Studentesca.
Bush preso a scarpate da giornalista iracheno (Bush attacked with shoes by iraqi report)
Potevo far finta di niente??? Anche se in ritardo, ecco il video che rimarrà nella storia...
Il giornalista televisivo Muntazer al-Zaidi, sciita, è stato arrestato dal governo iracheno, che lo accusa di aver compiuto un "atto vandalico" e sarà processato per aver insultato lo stato iracheno.
Lungomare di Bova Marina dopo la mareggiata (strill.it)
Che tristezza vedere le foto di uno dei lungomari più belli della Calabria distrutto dal maltempo. Parlo del lungomare di Bova Marina, cittadina in provincia di Reggio Calabria particolarmente attiva nel periodo estivo grazie alle sue meravigliose spiagge e al panorama che offre una vista sul Mar Ionio, abbellita dai lineamenti lontani del monte Etna. Ricordo con affetto e nostalgia le mie lunghe estati trascorse da bambino in questa bellissima località. Profumo di gelsomino, clima caldo e difficilmente umido, sport all'oratorio dove ad accoglierci c'era don Mimmo (chissà se c'è ancora),intere giornate passate sulla spiaggia (non ci si stancava mai); a fine giornata ci si incontrava tutti sul lungomare a passeggiare, ascoltare musica aijukebox, mangiare la buonissima granita caffè-panna con brioche al bar Flachi, o il buonissimo gelato di Bacilieri. Da oltre vent'anni non ritorno più a Bova Marina, chissà come è oggi; l'unica certezza è che dopo la mareggiata non esiste più quel meraviglioso lungomare che mi ha ospitato per tanti anni.
Il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini (Adnkronos)
Roma, 11 dic. (Adnkronos/Ign) - "La responsabilità del percorso formativo e didattico nella scuola elementare resta in capo ad un unico docente". Così il titolare dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, nel giorno in cui il ministero ha reso noto lo slittamento al primo settembre 2010 della riforma delle superiori, inizialmente prevista per il primo settembre 2009.
Relativamente al maestro unico, ''questo modello didattico - prosegue il ministro - che supera l'organizzazione del modulo, può essere declinato con l'opzione a 24 ore nel caso in cui il docente sia in grado di insegnare tutte le materie previste, e quindi anche l'inglese, oppure a 27 ore con l'utilizzo di tre ore aggiuntive per l'insegnante di inglese e di religione e, in ogni caso, non ci sarà compresenza in classe''. Le famiglie, conclude, ''potranno scegliere tra 24, 27 e 30 ore di lezione settimanali, oppure il tempo pieno di 40 ore. Con l'eliminazione delle compresenze ci saranno più classi che faranno tempo pieno''.
In una nota, nel pomeriggio, il ministero dell'Istruzione ha spiegato che il rinvio della riforma delle superiori è stato deciso ''per dare modo alle scuole e alle famiglie di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi. In particolare - aggiunge il ministero - sul secondo ciclo si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull'applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti".
"Parte da oggi una vera e propria rivoluzione e riorganizzazione della scuola in Italia", continua il ministero, sottolineando che "la riforma ha come obiettivo quello di modernizzare l'offerta formativa in Italia ed è il risultato del lavoro di questo governo e dei precedenti ministri Moratti e Fioroni''. Il provvedimento, che sarà presentato oggi ai sindacati, ''sarà portato in Consiglio dei Ministri il 18 dicembre e prevede l'avvio dal settembre 2009 della riforma del primo ciclo".
"I punti principali della riforma sono lo snellimento e la semplificazione degli indirizzi scolastici, più legame tra le richieste del mondo del lavoro e la scuola, il riordino degli istituti tecnici e più opportunità per le famiglie. In particolare - conclude il ministero - saranno messe a regime le migliori esperienze delle sperimentazioni, l'aumento dello studio della lingua inglese, l'aumento delle ore scientifiche e di matematica, la riforma degli istituti tecnici che passano da 39 a 11 e la riorganizzazione del sistema dei licei".
Ecco la notizia appena letta su Ansa.it (20.30)...
Non ho parole!!!
(ANSA) - ROMA, 10 DIC - Aperta dal Csm la procedura di trasferimento di ufficio per altri 5 pm protagonisti dello scontro tra le procure di Salerno e Catanzaro. Si tratta dei magistrati di Salerno che hanno disposto il sequestro del fascicolo Why not e di quelli di Catanzaro che hanno controsequestrato gli atti. Sono i pm di Salerno Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani e dei pm di Catanzaro Salvatore Curcio, Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo. La decisione della Prima commissione e' stata presa all' unanimita'.
Riporto una ricostruzione lucida di quello che sta accadendo a Catanzaro.
Insieme al video riporto l'intera trascrizione tratta da Voglioscendere.
Trascrizione
“Buongiorno a tutti. Non so se avete notato la miseria di questo dibattito sulla questione morale. Il ritorno del dibattito sulla questione morale: i giornali pullulano di interviste dei vari Pomicini, De Michelis, Di Donato.
Vari parenti di Craxi ... persino Capezzone che dice che Veltroni dovrebbe chiedere scusa a Bettino Craxi. La questione morale, come al solito, viene usata per buttarsi addosso a vicenda le proprie vergogne anziché guardarle e possibilmente cancellarle. Tant’è che il massimo di risposta che sono riusciti a partorire i vertici del PD, quando Berlusconi ha visto la questione morale - ovviamente soltanto la loro e non la sua che è talmente gigantesca che non riesce nemmeno più a vederla, data la statura fra l’altro - è stata: “ma tu hai portato in Parlamento inquisiti e condannati”. Naturalmente hanno dimenticato i propri. Il massimo che possono dire è “noi ne abbiamo di meno”, come se ci si potesse difendere o addirittura attaccare dicendo “noi abbiamo meno inquisiti e meno condannati di te”. Bisognerebbe poter dire “noi non ne abbiamo”. Quando Grillo e tanti altri hanno proposto questa legge di iniziativa popolare per cacciare i condannati dalle liste elettorali, anche se le firme raccolte questa volta erano quelle giuste e nessuno ha potuto metterle in discussione, nemmeno Carnevale, il Parlamento se l’è presa comoda, tant’è che non siano ancora nemmeno arrivati a una discussione sul tema. Lasciamo perdere queste menate di partiti che ormai stanno chiaramente disfacendosi, sfarinandosi, dissolvendosi senza nemmeno che se ne rendano conto, e vediamo di parlare dell’altro grande titolo che campeggia sui giornali da quasi una settimana. Cioè da mercoledì scorso, quando la procura di Salerno è scesa a Catanzaro per sequestrare gli atti dell’indagine Why Not e comunicare a un bel po’ di magistrati calabresi e lucani che sono indagati per il mega complotto ipotizzato contro Luigi De Magistris. Il titolo che è andato in edicola e in onda a reti unificate e a edicole unificate è “Guerra fra procure”, “Guerra fra PM”, “Scontro fra procure, interviene Napolitano”. Questo è l’unico dato costante. La prima riga del titolo serviva a giustificare la seconda: se c’è effettivamente una guerra fra procure deve intervenire qualcuno a spegnare l’incendio, e quindi meno male che c’è il Capo dello Stato. La domanda è: ma davvero c’è una guerra fra procure? Davvero c’è uno scontro fra PM? Davvero Salerno e Catanzaro stanno sullo stesso piano e si attaccano vicendevolmente, ma abusivamente tanto da giustificare l’intervento del pompiere del Quirinale e dei pompieri del Consiglio Superiore della Magistratura? Vediamo. I fatti sono questi. Qualche mese fa, De Magistris viene trasferito dalle funzioni che occupa e dalla sede che occupa, cioè da Pubblico Ministero e da Catanzaro, dal Consiglio Superiore che stabilisce come lui non possa più fare il Pubblico Ministero e non possa più fare il magistrato a Catanzaro. Quindi viene trasferito alla giudicante a Napoli. Nel frattempo arrivano in pellegrinaggio alla procura di Salerno decine di suoi inquisiti o di suoi superiori o colleghi che vogliono denunciarlo per enormi nefandezze da lui commesse durante i tre anni di procura a Catanzaro. Soprattutto, si concentrano sulle tre indagini importanti che De Magistris aveva fatto e che, secondo questi denuncianti in processione, sono tutte quante viziate da ogni sorta di nequizia. L’indagine Poseidone, sui depuratori che si dovevano fare in Calabria e che sono stati finanziati dall’Unione Europea con 800 milioni di euro e non se n’è mai visto uno, di depuratore. L’indagine sulle toghe lucane, per i comitati d’affari che collegano magistrati della Basilicata, sui quali è competente a indagare Catanzaro e per questo se ne stava occupando De Magistris. Eppoi l’indagine Why Not, quella che, oltre a vari faccendieri, ex piduisti, ufficiali dei servizi segreti, della Guardia di Finanza, politici, giornalisti collusi, qualche mafiosetto di passaggio, aveva come principale imputato questo Antonio Saladino, capo della Compagnia delle Opere che è il braccio finanziario-affaristico di Comunione e Liberazione. E, al suo fianco, una lobby trasversale di uomini politici che coinvolge personaggi che stanno intorno all’allora presidente del Consiglio Prodi, che viene lui stesso indagato ma non perché sia accusato di avere fatto qualcosa lui personalmente, ma perché c’era uno di questi del suo giro coinvolto nei rapporti poco chiari con Saladino, che utilizzava un cellulare in uso anche a Prodi. Per vedere come veniva usato questo cellulare viene indagato Prodi, proprio per poter chiedere al Parlamento l’autorizzazione a utilizzare e indagare su quei tabulati. Poi Mastella, l’ultimo degli indagati perché appena viene indagato, allora ministro della Giustizia - siamo all’ottobre del 2007 - De Magistris si vede togliere anche questa indagine. Bene, queste tre indagini, secondo tutti questi processionari che vanno a Salerno, sarebbero viziati da gravi reati commessi da De Magistris: fughe di notizie, abusi. Perché vanno a Salerno a denunciare De Magistris? Perché Salerno è competente a indagare sugli eventuali reati commessi da magistrati di Catanzaro. Per fortuna i magistrati di Catanzaro non possono indagare su se stessi, indaga Salerno. Se poi Salerno ha commesso irregolarità, indaga Napoli. Su Napoli indaga Roma, su Roma indaga Perugia e così a catena. Una volta c’erano le competenze incrociate tra le procure: Perugia indagava su Roma e Roma su Perugia. Brescia indagava su Milano e Milano su Brescia. Genova su Torino e Torino su Genova. Catanzaro indagava su Salerno e Salerno su Catanzaro. Ma se io indago su Beppe Grillo e Beppe Grillo indaga su di me, alla fine può capitare che, se siamo due poco di buono, ci mettiamo d’accordo: io non indago su di te, tu non indaghi su di me, una mano lava l’altra e così continuiamo a fare le nostre porcherie, indisturbati. Ecco perché, nel 1998, furono cancellate le competenze incrociate e quindi si stabilì che se io indago su Grillo, lui non può indagare su di me: su di me deve indagare una terza persona, in modo che così non ci possiamo mettere d’accordo perché non abbiamo il do ut des. Quindi Salerno è competente per indagare sui reati dei magistrati di Catanzaro, e lì arrivano coloro che vogliono denunciare De Magistris per quello che ha fatto a Catanzaro. Ma anche De Magistris a Salerno fa delle denunce: denuncia a sua volta i sui superiori e alcuni suoi imputati, avvocati di suoi imputati, giornalisti al seguito dei suoi imputati o dei suoi superiori, che secondo lui lo avrebbero screditato, calunniato, isolato, espropriato delle sue inchieste. Insomma, avrebbero creato i presupposti per levare prima le inchieste e poi lui. Quindi i magistrati di Salerno non possono fare altro, perché ricevono queste denunce, di De Magistris e contro De Magistris, essendo competenti devono approfondirle per vedere quali sono fondate e quali no. La legge glielo impone, è obbligatoria l’azione penale. Ricevi una denuncia, devi verificarla. Quindi cominciano a lavorare, per mesi e mesi, nessuno ne sa niente, di quello che succede a Salerno. Lavorano in silenzio, nessuno li ha mai visti in televisione, nessuno li ha mai sentiti parlare, nessuno sa nemmeno che faccia abbiano i pubblici ministeri Gabriella Nuzi e Dionigi Verasani e il loro capo che si chiama Luigi Apicella. A un certo punto, questi tre magistrati di Salerno vengono sentiti dal Consiglio Superiore: la prima volta nell’ottobre dell’anno scorso, quattordici mesi fa, l’altra volta il 9 gennaio di quest’anno, undici mesi fa. Vennero sentiti perché, fermo restando che loro si occupano delle questioni penali, se ci sono reati negli uffici giudiziari di Catanzaro, il CSM si occupa dei profili disciplinari e di incompatibilità. Anche se non c’è un reato da parte di un magistrato, se si scopre che un magistrato ha violato le regole deontologiche della sua professione deve essere punito. Se invece è in condizioni di incompatibilità, cioè non può stare in quel posto, non per colpa sua ma perché magari è parente di qualche avvocato, amico di qualche avvocato, fidanzato di qualche avvocato, fidanzato o parente o amico di qualche indagato... non è colpa sua ma non è bene che stia lì, ma da un’altra parte. Trasferimento per incompatibilità ambientale oppure procedimento disciplinare nel caso in cui un magistrato, pur non commettendo reati, abbia fatto delle scorrettezze di tipo professionale. Quindi, il CSM sente i magistrati di Salerno per capire che cosa sta emergendo. Anche perché il CSM, in quel momento, deve decidere sul trasferimento proposto dal procuratore generale della Cassazione in seguito alle ispezioni ministeriali disposte prima da Castelli e poi, soprattutto, da Mastella contro De Magistris, per incompatibilità ambientale con Catanzaro e funzionale con il ruolo di PM. Vogliono capire che cosa sta emergendo per poter farsi un’idea di qual è il caso De Magistris e, nello stesso tempo, farsi un’idea se ci sono altri, a Catanzaro, che è meglio mandare via oppure sanzionare. I pubblici ministeri di Salerno raccontano, per ore e ore, quello che sta emergendo dalle loro indagini. E quello che raccontano è clamoroso: dicono che le denunce contro De Magistris si sono rivelate totalmente infondate. Cioè non risulta che De Magistris abbia fatto nessuna scorrettezza, anzi dicono: “le indagini di De Magistris sono corrette, non emergono reati a carico di De Magistris” e quindi tutte le denunce che sono state presentate contro di lui, erano decine e decine, saranno archiviate. E infatti, pochi mesi dopo, arriva l’archiviazione per tutte le indagini su De Magistris che viene liberato da ogni sospetto. Le sue indagini erano doverose, tutto quello che ha fatto l’ha fatto bene, in buona fede. Anche l’iscrizione di Mastella sul registro degli indagati era doverosa, si imponeva in base agli elementi che erano venuti fuori, niente da eccepire. Il CSM dovrebbe prendere atto del fatto che, comunque, di è stabilito che De Magistris si è comportato correttamente. Il CSM se ne infischia e lo trasferisce con dei cavilli, che non sto qui a spiegare ma poi vi dico, se volete approfondire, quali libri potete trovare che lo spiegano. Invece, i magistrati di Salerno, sempre nell’audizione al CSM del 9 gennaio di quest’anno, raccontano anche che cosa sta emergendo sull’altro tipo di denuncia, quella fatta da De Magistris contro quel comitato trasversale, quello che lui chiama la nuova P2. Non c’è più Licio Gelli, ci sono alcuni piduisti. Ma non è un problema di ex iscritti alla P2, il problema è un network di persone che dovrebbero controllarsi le une con le altre e che invece stanno pappa e ciccia e si coprono a vicenda. E quando arriva qualche magistrato che sta fuori dal network, libero e indipendente come De Magistris, si coalizzano per andargli addosso e fare in modo che se ne vada. Quindi è necessario che ci siano magistrati, giornalisti, politici, avvocati, faccendieri, imprenditori, qualche bel mafiosetto ... eccetera. Tutti insieme contro di lui, questa è la denuncia di De Magistris. Queste denunce, secondo i magistrati di Salerno, si sono rivelate fondate. Tant’è che dicono e rimane scritto nel verbale che firmano nell’audizione al CSM, che De Magistris è stato costretto a lavorare “in un contesto giudiziario fortemente condizionato da interessi extragiurisdizionali, talvolta illeciti, perché ci sono magistrati legati ad avvocati, imputati” che poi ricevono dei favori, moltissimi favori. Per esempio hanno ricevuto magistrati da Saladino, che ha fatto assumere loro amici, parenti, nelle sue società e quindi ha un credito di riconoscenza, e questi magistrati hanno un credito, e infatti si sono dedicati tutti a interferire nel lavoro di De Magistris che su Saladino stava indagando. Viene fuori, quindi, un quadro gravissimo. Fermo restando che la procura di Salerno deve occuparsi dei reati di questi magistrati di Catanzaro, il CSM dovrebbe prendere immediatamente la palla al balzo per punire disciplinarmente o trasferire da Catanzaro tutti quelli che risultano incompatibili. Chi ha ricevuto favori, a Catanzaro, da un imprenditore calabrese come Saladino, indagato in questa inchiesta, come minimo deve essere cacciato e mandato da un’altra parte. Invece il CSM non fa nulla: cioè trasferisce De Magistris, la vittima del presunto complotto, ma gli autori del presunto complotto li lascia tutti al loro posto. Tant’è che, l’altro giorno, i magistrati di Salerno sono andati a perquisirli e a notificargli che sono indagati e li hanno trovati tutti al loro posto, a Catanzaro. Pensate, se il CSM avesse fatto il suo dovere di mandarne via qualcuno, di sospenderne qualcuno e di punirne qualcuno, l’altro giorno quando c’è stato il blitz, avrebbe potuto dire “ma noi avevamo già provveduto, avevamo già risolto il problema, adesso vedete se hanno commesso anche reati”. Paradossalmente, anche se il CSM ritiene che De Magistris meritasse di andare via, anche gli altri dovevano andare via. Se è vero che quando c’è una contesa si mandano via tutti, se questa è la prassi che adotta il CSM, mandassero via anche quelli che hanno ostacolato De Magistris. Invece no, sono rimasti tutti al loro posto e così l’effetto del blitz di Salerno a Catanzaro è stato dirompente, perché stavano tutti lì, nell’esercizio delle loro funzioni. Come se nulla fosse stato detto a gennaio dai magistrati di Salerno, che avevano avvertito il CSM di come stavano andando le indagini e quale direzione avrebbero preso. Questo è l’antefatto. Noi abbiamo una procura che, per legge, deve indagare su quelle denunce e se le ritiene fondate deve perseguire i reati commessi da questi magistrati di Catanzaro. Quindi cosa fanno? A un certo punto, dato che si stanno anche occupando dell’insabbiamento delle indagini di De Magistris perché l’ipotesi d’accusa è che sia stato privato delle sue indagini perché venissero date a colleghi più malleabili, i quali con i soliti giochi di prestigio, stralci, archiviazioni, parcellizzazione del materiale alla fine hanno insabbiato tutto. Voi sapete che a De Magistris l’indagine Poseidone sui depuratori l’ha tolta il suo capo, non appena ha indagato l’On. Pittelli di Forza Italia. Pittelli è anche l’avvocato del procuratore capo, amico del procuratore capo dell’epoca, Lombardi, il quale ha una seconda moglie che ha un figlio da un altro uomo. Il figlio della seconda moglie di Lombardi è socio in affari dell’On. Pittelli. Possibile che il procuratore capo tolga a De Magistris l’indagine appena indaga Pittelli che è socio del figlio della sua convivente? Questo, per esempio, è il primo caso scandaloso. Secondo caso: non appena viene indagato Mastella, il procuratore generale Dolcino Favi, facente funzioni perché lui era l’avvocato generale dello Stato, toglie a De Magistris anche l’indagine Why Not, dove sono indagati Prodi, Mastella, Saladino e gli altri. Con quale argomento? Dicendo che dato che Mastella gli ha mandato gli ispettori e poi ha chiesto al CSM di trasferirlo, allora De Magistris non può indagare su Mastella perché vuol dire che ce l’ha con lui, è in conflitto di interessi. In realtà è troppo comodo: è un po’ come sostenere che nella favola del lupo e dell’agnello ha ragione il lupo, che sta a monte e accusa l’agnello di intorbidargli l’acqua a valle. Lì non era Mastella vittima di De Magistris, era De Magistris vittima di Mastella. Non è che De Magistris ce l’aveva con Mastella, era Mastella che ce l’aveva con De Magistris perché stava lavorando su di lui e quindi ha chiesto di trasferirlo prima di essere indagato. Poi De Magistris l’ha indagato e il procuratore generale gli ha detto che non poteva indagare perché ce l’hai con Mastella! Il ribaltamento totale della logica. Tolta anche l’indagine Why Not, gli restava toghe lucane sul malaffare politico-affaristico-giudiziario in Basilicata, dirompente anche questa perché è un’indagine che coinvolge addirittura un ex big del CSM, cioè l’On. Bucicco, sindaco di Matera, parlamentare di AN, un avvocato importante. Anche lui indagato. Quell’indagine, toghe lucane, insieme al fatto che coinvolge un sacco di magistrati della Basilicata, De Magistris riesce a portarla a termine ma non proprio fino alla fine. Quando lo trasferiscono da Catanzaro a Napoli, ormai l’inchiesta è finita e allora fa gli avvisi di chiusura delle indagini, cioè avvisa gli indagati che le indagini sono finite e hanno venti giorni di tempo per chiedere un supplemento istruttorio. Dopodiché, farà le richieste di rinvio a giudizio e chiuderà il suo lavoro in quell’indagine. Bene, gli impediscono anche di fare quei venti giorni per poter scrivere le richieste di rinvio a giudizio. Lo cacciano da Catanzaro, fisicamente, un attimo prima che lui sia riuscito a scrivere le richieste di rinvio a giudizio. Nessuna, quindi, delle tre indagini clamorose si è conclusa con la firma di De Magistris. Perché dico questo? Perché il CSM sapeva che i magistrati stavano scoprendo che queste indagini gli erano state tolte per brutti fini. Sapeva che secondo la procura di Salerno competente, aveva ragione De Magistris e torto i suoi avversari. Sapeva soprattutto, il CSM, perché la procura di Salerno lo informava, che da mesi la procura di Salerno stava chiedendo a quella di Catanzaro la copia degli atti delle indagini Why Not sulla quale si stava, appunto, indagando per verificarne l’eventuale insabbiamento. Una volta l’hanno chiesta, due volte, tre, quattro... sette volte la procura di Catanzaro rifiuta a quella di Salerno l’invio delle copie di questa indagine. Ecco perché l’altro giorno c’è stato il blitz: perché quelli di Salerno, che ormai aspettavano da quasi un anno quegli atti e se li vedevano negare illegalmente - non puoi rifiutarti di esibire un atto che un magistrato competente ti chiede - sono andati a prenderseli. Con la polizia giudiziaria sono andati lì, hanno spazzolato tutto ciò che c’era nelle cassaforti, cassetti, uffici e anche nelle abitazioni. Nei computer privati dei magistrati. Dice: “ma uno è stato denudato”. A parte che quelli di Salerno dicono che non è vero, ma in ogni caso se uno è in pigiama e si cerca un pen drive e non lo si trova, per evitare che se lo sia messo nelle mutande è giusto perquisirlo anche corporalmente, è una cosa che succede a chiunque venga perquisito quando si cerca non un transatlantico ma un temperino! I magistrati sono soggetti alla legge come tutti gli altri. Quello era un magistrato indagato, quello che è stato forse perquisito anche nel pigiama. Se gli davano le carte, non andavano a prenderle. Non gliele hanno date: sono andati a prendersele. Illegalmente? No, con un provvedimento di sequestro perfettamente motivato. Sono 1700 pagine. Se qualcuno ha voglia di farsi un’idea precisa su questo caso, gli suggerisco di perdere una giornata e di leggersi almeno le parti sottolineate di questo decreto di perquisizione, che è rintracciabile sul blog di Carlo Vulpio, giornalista valoroso del Corriere - che infatti non viene più fatto scrivere su questa storia, carlovulpio.it, e sul nostro www.voglioscendere.it. Se la leggete scoprite un sacco di cose scandalose, delle quali i giornali, salvo rare eccezioni, non parlano. Perché parlano di guerra fra procure, che non esiste. Salerno legittimamente va a prendersi le carte e a fare le perquisizioni, è competente. Catanzaro fa una cosa che non potrebbe fare: il procuratore generale di Catanzaro se ne va in TV a dire che l’atto di Salerno è eversivo e in realtà compie lui un atto che se non è eversivo sicuramente è poco regolare. Perché incrimina lui i colleghi di Salerno che lo hanno incriminato, come se fosse competente lui! A parte che lui è un procuratore generale e non può indagare, può farlo il procuratore capo. Ma soprattutto lui è procuratore generale di Catanzaro e i reati di Salerno li valuta Napoli, quindi se voleva denunciare dei reati di Salerno doveva fare un esposto a Napoli. Poi se sei parte in causa, addirittura indagato, come puoi pensare di indagare sui tuoi indagatori! C’è un conflitto di interessi clamoroso, e infatti per legge chi è parte in causa, da magistrato, deve astenersi in un processo. Non c’è una guerra fra due cattivi: c’è un atto legittimo e doveroso della procura di Salerno al quale si risponde con atti abusivi e abnormi da parte di quella di Catanzaro. E’ questa che viene definita la guerra fra procure, perché bisogna fare pari e patta. Allora come si fa a controbilanciare l’abominio di quello che ha fatto Catanzaro? Bisogna addebitare qualcosa a Salerno. E dato che Salerno non ha fanno nulla di male, ecco che ci si inventa il fatto che li hanno fatti denudare, anche se non è vero - c’è stata forse una perquisizione corporale di un indagato in pigiama, visto che erano le 7 del mattino -, si inventa che sarebbe abnorme il decreto di sequestro degli atti solo perché è di 1700 pagine. Perché, c’è una legge che stabilisce quante pagine deve avere un decreto? Se ne facevano due, di pagine, avrebbero detto “son due paginette, non c’è niente, è tutto campato per aria”. Se lo motivi bene, con 1700 pagine, non va bene lo stesso. E poi dicono: “sono andati a sequestrare l’originale di un fascicolo giudiziario in corso, bloccando l’attività di indagine”. A parte che languivano per conto loro da mesi, da quando le avevano tolte a De Magistris, ma è chiaro che il sequestro serviva a fare le fotocopie, cioè ad avere quella copia che Catanzaro non aveva mai mandato. Non è che bloccavano per sempre le indagini. Bene, per queste quisquilie il Capo dello Stato ha addirittura chiesto gli atti dell’indagine a Salerno, prima di fare lo stesso con Catanzaro. Come se Salerno dovesse rendere conto al Capo dello Stato di quello che fa. Questo sì è un atto inaudito, mai visto, mai sentito: il Capo dello Stato che chiede degli atti a una procura. Come si deve sentire un magistrato di Salerno se il Capo dello Stato gli chiede gli atti quando lui sta facendo semplicemente il suo mestiere, il suo dovere previsto dalla legge? Apoteosi finale: il CSM nel giro di 24 ore - non so come abbiano fatto a leggersi 1700 pagine in 24 ore, io ci sto provando da giorni e ancora non sono riuscito a finire - valuta il tutto con la rapidità della luce e propone al plenum di trasferire sia il procuratore generale di Catanzaro, quello che ha detto che i suoi colleghi erano eversori, sia quello di Salerno che ha fatto semplicemente il suo dovere! Pari e patta, guerra fra procure. Ecco perché i giornali e i politici hanno detto “guerra fra procure”, perché dovevano coprire un atto incredibile come quello commesso dal Capo dello Stato, mai visto, e uno altrettanto incredibile fatto dal CSM. Facciamo finta che De Magistris abbia torto, che abbia sbagliato tutto, che sia un incapace come ci viene raccontato. Allora, per quale motivo non si lascia che concluda le sue indagini? E non si lascia che Salerno, competente su quella faccenda, concluda le sue? Se è un incapace e viene sempre smentito dai giudici, dai GIP, dai tribunali del riesame, lasciate che finisca le sue indagini, che finisca davanti a un GIP o a un riesame che gliele bocci. Così fa brutta figura De Magistris! Perché, invece, gliele tolgono sempre prima in modo da consentirgli di dire che gliele hanno impedite di concludere? Allora vuol dire che hanno paura che non sia così incapace. Hanno paura che abbia scoperto delle cose molto gravi, altrimenti se uno deve andare a sbattere lascialo andare a sbattere, no? Allo stesso modo, se ha torto, si lasci che concluda la procura di Salerno. Se poi la procura di Salerno ha a sua volta torto, ci sarà un GIP, un tribunale del riesame, un tribunale normale, una corte d’appello, una Cassazione che darà torno a Salerno. Perché impedire a Salerno di andare avanti con questi atti violenti, trasferimento del capo, ispezioni ministeriali del solito Alfano, avvertimenti strani del Capo dello Stato, CSM scatenato, politici e giornali pure? Viene persino il dubbio che loro l’abbiano capito chi aveva ragione e chi aveva torto. Però devono continuare a raccontarci che sono tutti uguali, che c’è una guerra fra bande così hanno la scusa per mettere le mani sulla giustizia. Una volta si pensava alla Berlusconi che le mani sulla giustizia le potesse mettere la politica contro il volere della magistratura, adesso si sta cercando di coinvolgere una parte, la peggiore, della magistratura, il peggior CSM che si sia mai visto, e un Capo dello Stato che sicuramente non sta brillando per le sue funzioni di garanzia, proprio perché collaborino tutti quanti alla normalizzazione di quei pochi magistrati e quelle poche procure che ancora fanno il loro dovere senza guardare in faccia a nessuno. Per fortuna la verità è più forte di qualunque pressione, per cui chiusa una porta esce dalla finestra, chiusa la finestra la verità rompe il vetro. Quindi, chi pensava di archiviare il caso De Magistris e quello collegato della Forleo, adesso è di nuovo preoccupato perché cacciati i due magistrati, la verità sta tornando fuori più prepotente che mai. Per chi la vuole conoscere fino in fondo suggerisco, per Natale, dei libri: Roba Nostra di Carlo Vulpio, pubblicato da Il Saggiatore; Il caso De Magistris, di Antonio Massari pubblicato da Aliberti; Il caso Forleo, sempre di Antonio Massari pubblicato sempre da Aliberti. Poi c’è il nostro vecchio Toghe Rotte di Bruno Tinti, che spiega i meccanismi, e c’è il nostro Mani Sporche dove c’è l’inizio del caso De Magistris. Poi tutti gli sviluppi li trovate in un libro che sta per uscire, Per chi suona la banana, pubblicato per Garzanti, che raccoglie gli articoli che ho dedicato anche a questi casi sull’Unità. Vi saluto e come al solito, dopo la lettura, passate parola!”
In una intervista di Gigi Marzullo alla domanda "Come si fa a rimanere semplici dopo avere avuto tanto successo?" Troisi risponde: "Ci si nasce. Il successo è solo una cassa amplificatore. Se eri imbecille prima di avere successo diventi imbecillissimo, se eri umano diventi umanissimo. Il successo è la lente d'ingrandimento per capire com'eri prima".
Una poesia di Roberto Benigni. A Massimo Troisi
Non so cosa teneva "dint'a capa", intelligente, generoso, scaltro, per lui non vale il detto che è del Papa, morto un Troisi non se ne fa un altro. Morto Troisi muore la segreta arte di quella dolce tarantella, ciò che Moravia disse del Poeta io lo ridico per un Pulcinella. La gioia di bagnarsi in quel diluvio di "jamm, o' saccio, ‘naggia, oilloc, azz!" era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz. "Non si capisce", urlavano sicuri, "questo Troisi se ne resti al Sud!" Adesso lo capiscono i canguri, gli Indiani e i miliardari di Holliwood! Con lui ho capito tutta la bellezza di Napoli, la gente, il suo destino, e non m'ha mai parlato della pizza, e non m'ha mai suonato il mandolino. O Massimino io ti tengo in serbo fra ciò che il mondo dona di più caro, ha fatto più miracoli il tuo verbo di quello dell'amato San Gennaro.
Caso De Magistris, trasferimento per Apicella e Iannelli
Roma, 6 dic. (Adnkronos) - La prima Commissione del Csm ha deciso all'unanimità di aprire la procedura di trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale nei confronti del procuratore di Salerno Luigi Apicella e del procuratore generale di Catanzaro Enzo Iannelli. La decisione è stata presa dalla prima Commissione dopo le audizioni di oggi delle toghe catanzaresi e salernitane, sul caso De Magistris.
Di Pietro:"Terzismo ha colpito anche Csm"
Si deve decidere da che parte stare, così si ferma indagine
Bologna - (Apcom) Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori, commenta la decisione del Consiglio Superiore della Magistratura di trasferire il procuratore capo di Salerno, Luigi Apicella, e del procuratore generale di Catanzaro, Enzo Iannelli, sostenendo che: "Il terzismo ha colpito ancora, è una malattia che va in voga in questi ultimi tempi e ha contagiato anche il Csm".
"E' necessario una volta per tutte - spiega da Bologna, dove ha tenuto un convegno per raccogliere le firme contro il Lodo Alfano - decidere da che parte stare e nel caso di specie, se con quei magistrati che hanno cercato di scoprire fatti e misfatti della cupola di potere politico e affaristico o di coloro che hanno allontanato quei magistrati".
L'ex Pm, per il quale non è possibile che a sbagliare siano stati in due, resta quindi della sua idea: "L'idea che se c'è un modo per fermare l'indagine è proprio quello di prendersela con chi cerca di portarla avanti. Il risultato - dice - è sotto gli occhi di tutti. D'ora in poi si parlerà di guerra tra le Procure e non si parlerà più del contenuto di quell'inchiesta. D'ora in poi - aggiunge Di Pietro - succederà per Why Not quello che è successo per Mani pulite: si parlerà della legittimità dell'inchiesta e nessuno parlerà più della miriade di misfatti che Why Not poteva scoprire e - conclude Di Pietro - non scoprirà più".
L’operazione è chiara e spudorata: intimidire la Procura di Salerno che sembra aver trovato le prove del complotto contro De Magistris e gabellare l’indagine sulle toghe calabro-lucane come una “lotta fra procure”, una guerra per bande che qualcuno deve fermare per il bene di tutti.
E stabilire una volta per tutte che sui politici e i loro protettori non si indaga.
Non c’è alcuna guerra per bande, almeno non da tutte le parti.
I pm salernitani, competenti per legge sulle vicende giudiziarie di Catanzaro, sono stati investiti da denunce di e contro De Magistris.
Hanno indagato per un anno, e alla fine non han trovato prove sulle denunce contro De Magistris, mentre le han trovate sui gravissimi fatti denunciati dal pm.
Come la legge li obbliga a fare, hanno archiviato le prime e approfondito i secondi, indagando i magistrati calabresi sospettati e perquisendone gli uffici.
Fin qui, tutto normale.
Le anomalie sono accadute ieri: l’atto di insubordinazione del Pg di Catanzaro, che definisce “atto eversivo” un’indagine doverosa nei suoi uffici; gli avvisi di garanzia partiti da Catanzaro contro i pm di Salerno (Catanzaro non è competente su Salerno: lo è Napoli, le competenze incrociate sono abolite da 10 anni) e il contro-sequestro degli atti acquisiti dai salernitani; l’ispezione a piedi giunti del cosiddetto ministro Alfano, gravissima interferenza politica in un’inchiesta in corso.
Insolita è anche la richiesta degli atti dal capo dello Stato.
Si spera almeno che quelle carte inducano il Csm a mettere finalmente il naso nel vero scandalo: Salerno è il dito che indica la luna, ma la luna sta a Catanzaro.
Catanzaro (Adnkronos) - In corso da questa mattina perquisizioni negli uffici della Procura della Repubblica e della Procura generale di Catanzaro, nei confronti di alcuni magistrati.
L'attività è stata disposta dalla Procura di Salerno che sta indagando su presunti atti anomali nella vicenda di Luigi De Magistris (nella foto). L'ex sostituto procuratore di Catanzaro - trasferito al Tribunale di Napoli con funzione giudicante dal Csm dopo che gli era stata avocata l'inchiesta 'Why Not' - aveva affermato nei mesi scorsi di essere convinto che ''parte rilevante della magistratura calabrese'' non fosse ''affatto estranea al sistema criminale che gestisce affari di particolare rilevanza nella regione''.
Una denuncia che ha dato il via all'inchiesta della procura di Salerno. I magistrati della Procura campana ipotizzano infatti che alcuni loro colleghi calabresi, i cui uffici oggi sono stati perquisiti, abbiano cercato di ostacolare l'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris: una vera e propria cospirazione per bloccare l'inchiesta ''Why Not'' alla quale il sostituto procuratore stava lavorando. E tra i destinatari di avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Salerno c'è anche Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere e personaggio attorno a cui ruota l'inchiesta ''Why not''.
Ad operare da stamane negli uffici della Procura calabrese sono i carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale di Salerno. Sono presenti personalmente all'attività di perquisizione negli uffici della Procura di Catanzaro il procuratore capo di Salerno Luigi Apicella, insieme ai sostituti Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi.
''Confermo un'attività dei procuratori di Salerno negli uffici della Procura'', ha detto all'Adnkronos il procuratore capo di Catanzaro Antonio Vincenzo Lombardo. ''Riferisco solo il dato oggettivo, non parlo delle persone'', ha poi precisato il magistrato che sulla vicenda De Magistris si è limitato a dire: ''E' un caso lungo''.
L'avocazione dell'inchiesta 'Why Not' a De Magistris fu decisa dal procuratore generale facente funzioni Dolcino Favi. A reggere la procura ordinaria erano Mariano Lombardi, al quale De Magistris avrebbe nascosto l'iscrizione sul registro degli indagati di alcuni nomi, tra cui quella dell'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, e il procuratore aggiunto Salvatore Murone.
Dopo gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Salerno nei confronti di alcuni magistrati di Catanzaro nell'ambito dell'inchiesta su presunti illeciti commessi nelle procedure di avocazione delle inchieste "Poseidone" e "Why not" sottratte all'allora pm Luigi De Magistris, la prima commissione del Csm si appresta a vagliare "la situazione complessiva". Secondo quanto si apprende, già dal pomeriggio, la prima commissione potrebbe riunirsi per discutere sul caso, dopo aver ricevuto la comunicazione ufficiale dei provvedimenti presi dalla Procura di Salerno. Presso la prima commissione sono già stati aperti dei fascicoli sulla situazione degli uffici giudiziari calabresi.
Inizio questo mese di dicembre postando una poesia che l'amico Daniele La Pira ha pubblicato nella bacheca del suo spazio Facebook. E' una poesia di Alda Merini considerata una delle più grandi poetesse del Novecento; riporto una definizione trovata su internet "... è stata e continua ad essere una delle voci più potenti e prolifiche della poesia contemporanea. E' impossibile riuscire a dare un ordine, catalogare il lavoro di un'artista che ha fuso vita e arte in un'unica forma inscindibile".
"Il mio passato"
Spesso ripeto sottovoce che si deve vivere di ricordi solo quando mi sono rimasti pochi giorni. Quello che e’ passato e’ come se non ci fosse mai stato. Il passato e’ un laccio che stringe la gola alla mia mente e toglie energie per affrontare il mio presente. Il passato e’ solo fumo di chi non ha vissuto. Quello che ho gia’ visto non conta piu’ niente. Il passato ed il futuro non sono realta’ ma solo effimere illusioni. Devo liberarmi del tempo e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo che questo meraviglioso istante.