Il 2 giugno 1981 Rino Gaetano perse la vita in un tragico incidente sulla via Nomentana; dopo l’incidente venne rifiutato da cinque ospedali. Questa circostanza è analoga a quella narrata in una delle sue prime canzoni “La ballata di Renzo” in cui si narrava la storia di un giovane che, a seguito di un incidente automobilistico, non trovava un ospedale che riuscisse ad ospitarlo.A trent'anni dalla sua morte il suo talento non si è spento, anzi. Rino aveva una personalità libera e nonsense; basta vedere il sottotitolo del mio blog che riporta una sua affermazione che dovrebbe essere d'insegnamento a quanti scrivono per professione e che dovrebbero essere liberi.
Ecco cosa diceva Rino Gaetano ad un concerto prima di cantare "Nuntereggae più" nel 1979.
"C'è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio! Io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale! E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta".
Attuale, vero?
Chiudo con una definizione di Emanuele Tirelli contenuta nel sito ondarock.it che ritengo molto espressiva e che ho riportato già in un post precedente: “Autore di canzoni graffianti e appassionate, paladino del Sud e degli sfruttati, nemico giurato di tutti i politici, Rino Gaetano è uno dei songwriter di culto della scena italiana. Ha cantato un’Italia grottesca negli anni della tensione e delle P38. Dopo la sua morte, le sue canzoni sono state riscoperte negli anni e saccheggiate senza ritegno. Ma la denuncia sociale celata dietro l’ironia delle sue filastrocche resta ancora attualissima.”
2 commenti:
Sono passati già trent'anni dalla morte di Rino? Incredibile!
Ha lasciato sicuramente un bel testamento per i giovani d'oggi.
E' stato e sarà sempre un grande soprattutto per i giovani d'oggi e per le prossime generazioni.
:-)
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