La scuola italiana? Una "fabbrica di pensiero partigiano e anche fazioso, spesso superficiale". La "crociata" contro i libri "comunisti" è guidata dalla deputata del Pdl Gabriella Carlucci, che lo scorso febbraio ha presentato una proposta di legge con la quale chiede l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull'imparzialità dei libri di testo scolastici. La chiede citando autori, case editrici, testi e ampi stralci di lettura che dimostrano, a suo parere, il tentativo di "plagiare le giovani generazioni dando insegnamenti attraverso una visione ufficiale della storia e dell'attualità asservita a una parte politica". Un'iniziativa, quella della Carlucci, che, venuta allo scoperto ora, ha fatto insorgere l'opposizione: "il problema è reale - ha spiegato la deputata - non vedo lo scandalo. La commissione cultura discuterà serenamente della questione".Anche il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, è intervenuta dicendo che "quello dei libri di testo è un tema che ricorre spesso. Io penso - ha spiegato - che, in generale, nei libri di testo non debba entrare la politica ma una visione oggettiva dei fatti e soprattutto degli eventi storici", aggiungendo che la proposta Carlucci sarà valutata: "Poi il parlamento è sovrano.
Ecco un passo di uno dei testi incriminati ( Storia, volume III, di De Bernardi-Guarracino): "dal 1948 l’attuazione della Costituzione sarebbe diventato uno degli obiettivi dell’azione politica delle forze di sinistra e democratiche".
In un altro pezzo incriminato, tratto da "L’eta’ contemporanea" di Ortoleva-Revelli, addirittura si osa scrivere che Oscar Luigi Scalfaro (inviso a Berlusconi perché ostacolava i suoi intenti eversivi, e non gli permetteva di usare la Costituzione come carta igienica e di mettere Previti alla Giustizia) era persona apprezzata per "il rigore morale e la valorizzazione delle istituzioni parlamentari". Giusto per puntualizzare, si parla di un Presidente della Repubblica, che per essere tale è stato eletto a maggioranza dal Parlamento perché gli erano riconosciute, appunto, quelle qualità (cosa normale per uno che riveste il suo ruolo).
"La tentazione sarebbe quella di chiedere, sì, una commissione d'inchiesta: ma sul quoziente di intelligenza di alcuni parlamentari" commenta la responsabile scuola del Pd, Francesca Puglisi, secondo la quale "se non ci fosse da preoccuparsi ci sarebbe solo da ridere".
Per la senatrice Vittoria Franco (Pd), il Pdl "vede 'rosso' ovunque". "E' chiaro - dice - che questo ennesimo tentativo liberticida della commissione d'inchiesta rientra nei ripetuti attacchi alla scuola pubblica sferrati da Berlusconi e da Gelmini con dichiarazioni anche recenti. Il Pdl vorrebbe una scuola pubblica di regime, completamente asservita al potere del governo, in cui si lavori contro la capacità critica delle nuove generazioni".
Basiti gli studenti. "Rimaniamo sinceramente sbigottiti da come si possa costruire un allarme e un tale livello di fantasticazione - afferma la Rete della conoscenza - per distogliere l'attenzione dei problemi reali della scuola".
2 commenti:
Dopo Preganziol, ora anche questa...
Che orrore, caro Pino. Non si può più parlare di democrazia.
Ciao,
Lara
Anch'io stamattina ho fatto un post a riguardo.Questo è l'inizio di un regime e non bisogna permetterlo.Saluti a presto
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