31 dicembre 2009

Happy New Hear 2010



Spero che il 2010 porti salute a chi sta male, pace a chi è in guerra, solidarietà a chi è meno fortunato di noi.

Buon anno a tutti

22 dicembre 2009

16 dicembre 2009

Roberto Saviano ringrazia: "La giustizia non è di destra nè di sinistra"

video

"Cinquecentomila firme sono un risultato incredibile, la dimostrazione che questa legge non può essere approvata perche' moltissime persone la vedono come un pericolo per il diritto e la giustizia. Consegniamo idealmente queste firme al presidente del Consiglio e ai presidenti delle Camere perchè sappiano che c'è un'Italia che non vuole leggi ad personam.

Grazie a tutti coloro che hanno firmato. Vi diranno che è solo una minoranza e che firmare non costa nulla. Mi piacerebbe rispondere che una firma è la premessa dell'impegno, la voglia di sapere di partecipare, di promettere in qualche modo che il proprio nome è li a sostenere una idea di paese diverso, una difesa del diritto e non di un territorio politico. La giustizia non è di destra nè di sinistra. Migliaia di persone che chiedono al governo di ritirare una legge non sono una rumorosa minoranza, sono la democrazia".


15 dicembre 2009

Ferimento di Berlusconi: parere "tecnico" di Gioacchino Genchi



Sicuramente condanno il gesto. Penso che ci si concentra, per convenienza, sul lato politico e si tralascia quello prettamente tecnico. E' impensabile che un capo del governo venga colpito da due metri con una statuina. Il nostro Presidente del Consiglio è troppo sicuro di se; pensa che lo amino tutti. Forse è il caso che pensi un pò meno a se stesso e cominci a governare e pensare ai problemi reali degli italiani.

09 dicembre 2009

Il caso Genchi - Storia di un uomo in balìa dello Stato

Oggi sarà in vendita nelle migliori librerie “Il caso Genchi – Storia di un uomo in balìa dello Stato”.

Edoardo Montolli intervista il consulente tecnico più famoso d'Italia, sconosciuto ai più finché non viene chiamato da Luigi de Magistris per lavorare su due maxi-inchieste calabresi: Poseidone e Why Not.

Gioacchino Genchi, personaggio chiave di un numero impressionante di inchieste delicatissime ed un protagonista degli anni delle indagini ai mandanti ed esecutori delle stragi di mafia degli anni ‘90.

“Toccammo i fili dell’alta tensione”: questo disse Genchi a proposito delle inchieste catanzaresi.
Scoperchiarono, o cercarono di scoperchiare, un calderone in cui si mescolavano interessi di imprenditori, massoni, politici con il bisogno di lavoro di cittadini resi "schiavi" dai politici che continuano ad eleggere.

De Magistris prima e Genchi dopo, vennero "fatti fuori" proprio quando si stava per ricomporre un mosaico che permetteva (e forse permette ancora) ad una organizzazione con contatti in tutta europa di "drenare" risorse pubbliche provenienti da Bruxelles destinate a progetti di sviluppo mai realizzati.

Riporto una piccola parte della prefazione di Marco Travaglio al libro:

"...Genchi non ha soltanto una memoria di ferro, Genchi è una memoria di ferro. Quella memoria che, per vivere tranquilli, bisognerebbe ogni tanto resettare e azzerare. Invece lui non ha mai proceduto per reset, ma sempre per accumulo. Possono levargli i fascicoli su cui sta lavorando, possono portargli via i computer, possono sequestrargli tutti i file memorizzati. Ma lui continua a ricordare e a collegare tutto. Dovrebbero proprio eliminarlo fisicamente, per renderlo inoffensivo. Con quel po’ po’ di database nel cervello, Genchi avrebbe potuto diventare stramiliardario (in euro), senza neppure il bisogno di ricattare questo o quello: gli sarebbe bastato far sapere di essere in vendita e mettersi all’asta. La prova migliore della sua onestà è proprio il fatto che non ha mai guadagnato un euro in più di quello che gli derivava dal suo lavoro. Che non ha mai fatto uso delle informazioni che, incrociando i dati delle intercettazioni e soprattutto dei tabulati telefonici acquisiti da decine di uffici giudiziari, per vent’anni è stato chiamato a esaminare al servizio della Giustizia. Mettete insieme memoria e onestà, e avrete una miscela esplosiva, anzi eversiva..."

06 dicembre 2009

Profumo di libertà in piazza S. Giovanni



“Mi sento veramente ubriaco nel sentirmi in questa Italia in cui il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza e della contiguità ci sommerge mentre qui in questa piazza mi trovo con questo profumo di libertà”.

Salvatore Borsellino


Dopo giorni di silenzio (in questo periodo il tempo da dedicare al blog e agli amici blogger è veramente poco), ho deciso di parlare della giornata "storica" di ieri (la prima manifestazione organizzata dalla rete) riportando una frase detta da Salvatore Borsellino in piazza S. Giovanni alla manifestazione “No B Day” , organizzata per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Tra i numerosi partecipanti ( è in atto come al solito la guerra delle cifre; comunque la piazza era stracolma), un gruppo di manifestanti cammina alzando l’agenda rossa simbolo del sacrificio del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia in via D’Amelio. L’iniziativa, ha spiegato Giovanni giovane laureato in Giurisprudenza di Palermo, è affinché “ci sia chiarezza nei rapporti che intercorrono, se esistono, tra cosa nostra e apparati dello Stato”.