
Oggi sarà in vendita nelle migliori librerie “Il caso Genchi – Storia di un uomo in balìa dello Stato”.
Edoardo Montolli intervista il consulente tecnico più famoso d'Italia, sconosciuto ai più finché non viene chiamato da Luigi de Magistris per lavorare su due maxi-inchieste calabresi: Poseidone e Why Not.
Gioacchino Genchi, personaggio chiave di un numero impressionante di inchieste delicatissime ed un protagonista degli anni delle indagini ai mandanti ed esecutori delle stragi di mafia degli anni ‘90.
“Toccammo i fili dell’alta tensione”: questo disse Genchi a proposito delle inchieste catanzaresi.
Scoperchiarono, o cercarono di scoperchiare, un calderone in cui si mescolavano interessi di imprenditori, massoni, politici con il bisogno di lavoro di cittadini resi "schiavi" dai politici che continuano ad eleggere.
De Magistris prima e Genchi dopo, vennero "fatti fuori" proprio quando si stava per ricomporre un mosaico che permetteva (e forse permette ancora) ad una organizzazione con contatti in tutta europa di "drenare" risorse pubbliche provenienti da Bruxelles destinate a progetti di sviluppo mai realizzati.
Riporto una piccola parte della prefazione di Marco Travaglio al libro:
"...Genchi non ha soltanto una memoria di ferro, Genchi è una memoria di ferro. Quella memoria che, per vivere tranquilli, bisognerebbe ogni tanto resettare e azzerare. Invece lui non ha mai proceduto per reset, ma sempre per accumulo. Possono levargli i fascicoli su cui sta lavorando, possono portargli via i computer, possono sequestrargli tutti i file memorizzati. Ma lui continua a ricordare e a collegare tutto. Dovrebbero proprio eliminarlo fisicamente, per renderlo inoffensivo. Con quel po’ po’ di database nel cervello, Genchi avrebbe potuto diventare stramiliardario (in euro), senza neppure il bisogno di ricattare questo o quello: gli sarebbe bastato far sapere di essere in vendita e mettersi all’asta. La prova migliore della sua onestà è proprio il fatto che non ha mai guadagnato un euro in più di quello che gli derivava dal suo lavoro. Che non ha mai fatto uso delle informazioni che, incrociando i dati delle intercettazioni e soprattutto dei tabulati telefonici acquisiti da decine di uffici giudiziari, per vent’anni è stato chiamato a esaminare al servizio della Giustizia. Mettete insieme memoria e onestà, e avrete una miscela esplosiva, anzi eversiva..."