
Il 16 agosto 1972, un giovane subacqueo dilettante di Roma, Stefano Mariottini, s’immerge nel Mare Jonio, al largo di Marina di Riace, in provincia di Reggio Calabria. Durante l’immersione scorge casualmente, a 8 metri di profondità, alcuni reperti archeologici in bronzo, semisepolti nella sabbia. Mariottini allerta le autorità competenti.
Passano 5 giorni prima che i carabinieri del nucleo sommozzatori recuperino la prima statua il 21 agosto, grazie a un grosso pallone di plastica gonfiato con l’aria di alcune bombole. Il 22 agosto si procede al recupero della seconda statua: le operazioni sono difficili e il reperto, pesante e ricoperto di depositi, ricade sul fondo del mare. Alla fine, le operazioni di salvataggio riescono.
Dopo numerosi interventi di restauro, dopo un’accurata pulizia interna e un complesso trattamento anti-corrosione, nel 1995 i Bronzi di Riace approdano definitivamente al Museo archeologico di Reggio Calabria (www.museonazionalerc.it). L’autore o gli autori delle due statue, la datazione e il contesto originario sono ancora dati controversi che sollecitano numerose discussioni tra gli studiosi. Non sono però le uniche. Stefano Mariottini, nella denuncia ufficiale di ritrovamento, dichiara di aver scorto sott’acqua “un gruppo di statue” (non solo due) e parla della presenza di uno scudo al braccio sinistro di uno dei due bronzi. Dov’è lo scudo? C’era veramente qualcos’altro sott’acqua? E soprattutto, dove sono gli elmi descritti nel verbale di recupero redatto da Pier Giorgio Guzzo, all’epoca Ispettore della Soprintendenza Reggina?
Le conclusioni redatte nel 2004 dalla Commissione di studio e ricerche sui Bronzi, un gruppo italo-americano, lasciano aperte alcune ipotesi inquietanti. Lo scrittore e giornalista calabrese Giuseppe Braghò ha indagato a lungo sulla vicenda ed è giunto alla conclusione che le statue fossero tre e che la sabbia nascondesse anche due scudi e una lancia.
Tutti scomparsi e forse illegalmente venduti a qualche museo estero. Verità nascoste o false illazioni? Tre sono le inchieste ancora aperte.
Passano 5 giorni prima che i carabinieri del nucleo sommozzatori recuperino la prima statua il 21 agosto, grazie a un grosso pallone di plastica gonfiato con l’aria di alcune bombole. Il 22 agosto si procede al recupero della seconda statua: le operazioni sono difficili e il reperto, pesante e ricoperto di depositi, ricade sul fondo del mare. Alla fine, le operazioni di salvataggio riescono.
Dopo numerosi interventi di restauro, dopo un’accurata pulizia interna e un complesso trattamento anti-corrosione, nel 1995 i Bronzi di Riace approdano definitivamente al Museo archeologico di Reggio Calabria (www.museonazionalerc.it). L’autore o gli autori delle due statue, la datazione e il contesto originario sono ancora dati controversi che sollecitano numerose discussioni tra gli studiosi. Non sono però le uniche. Stefano Mariottini, nella denuncia ufficiale di ritrovamento, dichiara di aver scorto sott’acqua “un gruppo di statue” (non solo due) e parla della presenza di uno scudo al braccio sinistro di uno dei due bronzi. Dov’è lo scudo? C’era veramente qualcos’altro sott’acqua? E soprattutto, dove sono gli elmi descritti nel verbale di recupero redatto da Pier Giorgio Guzzo, all’epoca Ispettore della Soprintendenza Reggina?
Le conclusioni redatte nel 2004 dalla Commissione di studio e ricerche sui Bronzi, un gruppo italo-americano, lasciano aperte alcune ipotesi inquietanti. Lo scrittore e giornalista calabrese Giuseppe Braghò ha indagato a lungo sulla vicenda ed è giunto alla conclusione che le statue fossero tre e che la sabbia nascondesse anche due scudi e una lancia.
Tutti scomparsi e forse illegalmente venduti a qualche museo estero. Verità nascoste o false illazioni? Tre sono le inchieste ancora aperte.
21 commenti:
Ovviamente, prima di esprimere qualunque giudizio bisognerà aspettare la chiusura delle indagini.
Ma quante sono le opere d'arte trafugate e vendute all'estero?
Un proverbio dice che a pensar male spesso ci si azzecca!
Ciao Pino,
sono stata al museo di Reggio Calabria molti anni fa, nel corso di una gita scolastica. Rimasi impressionata dalla maestosità di queste sculture. Le immagini viste sui libri non rendono merito.
Interessante la storia del recupero (che non conoscevo) e allo stesso modo strabiliante il fatto che, trovandosi a solo 8 metri di profondità, siano stati rinvenuti solo in tempi così recenti.
Certo che gli interrogativi che poni sono inquientanti.non immaginavo ci fossero delle indagini in corso. Chissà se fra qualche anno non spunterà fuori che qualcuno sia il proprietario di altri bronzi di riace!
ciao, ti ho trovato da Giovanna e son passato a curiosare. Che dire? sulla vicenda dei bronzi ne son circolate tante, ivi compresa che fossero stati buttati lì da una nave che li aveva trovati nelle reti, cmq compli x il blog e spero che diventeremo blogamici stef
per il momento credo siano solo illiazioni, nel momento che non esistono ancora prove..
buon pomeriggio
Un documento è tale in quanto certifica un avvenimento, e le "carte" da me rintracciate e rese note non meritano la tristezza - o superficialità, meglio - di essere considerate "illazioni".
Approfondisci prima di esporre.
Il problema, gentile Giovanna, è che i preposti ministeriali sono molto "imbarazzati" per la mia leale e veritiera inchiesta: nel Bel Paese non si ama render note le cancrene istituzionali. Per fine gennaio prevedo di organizzare una conferenza stampa a Roma, preso la Sala della Stampa Estera. Non mancare, così verificherai di persona le illazioni che ho avanzato.
Un saluto per tutti,
giuseppe braghò
Grazie per avermi lasciato un saluto. Ora che ti conosco passerò anch'io di qui :)
Certo che dal 2004 ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti.
Solita lentezza italiana?
ciao ...e buon futuro
Jessica Moh
non conoscevo queste ipotesi sulla terza statua e sugli elmi e sulle armi....
le inchieste spero facciano luce...
li ho visitati erano meravigliosi
...conoscevo questa "leggenda metropolitana"...ma forse non penso sia tanto...leggenda.
Comunque vedremo... ;)
Ciao...volevo avvisarti di un piccolo cambiamento..
Il mio blog Pensiero Libero si è trasferito su piattaforma Wordpress. Per questo ho cambiato indirizzo....
ti aspetto su:
http://silvioirio.wordpress.com/
Da oggi posterò da lì...ti aspetto ci conto!!! Grazie
A presto Silvio
Ciao pino,
scusa della mia assenza, ho avuto un piccolo contrattempo con l'adsl....
sempre mitico!!!!
i bronzi sono assolutamente meravigliosi.... davanti a loro ho provato una vera sindrome di stendhal!!!!
una curiosità: ma guzzo è pier giorgio o pier giovanni, attuale sovrintendente a pompei?
@stellastale:- Ho letto questo articolo casualmente su una rivista, credo mensile, Airone è il nome. C'era scritto Pier Giorgio.
A presto :-)
Non sapevo di questa storia legata alle due statue. Staremo a vedere.
Ciao
Attenderemo gli svilupppi ma se è come sembra ancora una volta siamo riusciti a farci soffiare reperti importanti da sotto il naso.
LETTERA APERTA
http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getintervento&id=487
http://forum.panorama.it/viewtopic.php?id=9538
http://bronzidiriace.style.it/
Al Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Direzione Generale per i Beni Archeologici - Servizio III
Responsabile Claudio Moccheggiani Carpano
Al Ten. Col. Raffaele Mancino
Comandante del Reparto Operativo Carabinieri
per la Tutela del Patrimonio Culturale
Al Col. Giovanni Pastore
Al Maresciallo Attili
Al Dr. Renzo Desimone
Resp.le Ufficio Stampa
Ministero per i Beni Culturali
Buongiorno a tutti,
sono Luca Pagni e curo la sezione Cultura per il sito Photographers.it
Vi invito a visitare la pagina web dedicata ai Bronzi di Riace
http://www.photographers.it/articoli/bronzidiriace.htm
Saremo ben lieti di ospitare un Vs. comunicato sulle verifiche e sulle ricerche fatte dal Ministero e dai Carabinieri per accertare i fatti riguardanti i Bronzi di Riace che sono Patrimonio dell'Umanita'.
Il sito www.photographers.it,
nato 6 anni fa,
ha c.a 124.000 utenti unici al mese
(oltre 4.000 al giorno)
per c.a 620.000 page view
(oltre 20.000 al giorno),
ha c.a 5.000 fotografi attivi
registrati con propri spazi
ed una newsletter quindicinale
con c.a 8.000 iscritti opt-in.
Da ottobre 2006 Photographers.it
rappresenta anche la sezione fotografia di www.leonardo.it
Cordiali saluti e auguri di buon lavoro.
LUCA PAGNI
Resp.le Cultura di Photographers
www.photographers.it/cultura/index.cfm
_________
BRONZI RIACE: RICERCATORE, SCUDO VENDUTO PER SEIMILA DOLLARI
STORIA RICOSTRUITA IN UN LIBRO, C'E' ANCHE RUOLO 'NDRANGHETA
(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 21 MAG - Fu venduto ad un emissario americano di un importante museo per un importo di seimila dollari, a fronte dei venticinquemila chiesti, lo scudo appartenuto ad uno dei Bronzi di Riace e scomparso, insieme ad una lancia, al momento del ritrovamento delle statue avvenuto nel 1972.
I particolari della vendita dello scudo sono contenuti nel secondo libro sui Bronzi di Riace scritto dal ricercatore
Giuseppe Bragho', che sara' pubblicato dalla casa editrice Pellegrini, in vendita nelle librerie a partire dal 23 giugno.
Sulla scomparsa della lancia e dello scudo e' attualmente in corso un'indagine dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico, coordinata dalla Procura della Repubblica di Locri.
Nel libro di Bragho' si fa riferimento anche al fatto che lo scudo fu trattenuto da esponenti della 'ndrangheta che
successivamente lo vendettero, attraverso un intermediario, ad un museo americano che pago' la somma di seimila dollari. La vendita dello scudo - secondo quanto rivela il ricercatore vibonese - avvenne a Roma in un ristorante gestito da un cittadino americano.
''La 'ndrangheta - sostiene Bragho' - trattenne lo scudo che fu venduto in un secondo tempo, sempre tramite un intermediario, ad un importante museo americano. Un elmo fini' invece ad un archeologo ma su questa vicenda preferisco mantenere ancora il riserbo perche' sto facendo ancora delle verifiche''.
Bragho', nel corso delle sue ricerche, ha raccolto la testimonianza di una donna
che vide il ritrovamento dei reperti ed il furto dei due oggetti appartenuti ai Bronzi.
Il racconto della testimone e' stato acquisito anche dai carabinieri che indagano sulla vicenda.(ANSA).
LE
21-MAG-08 10:49
________________
ZCZC668/SXR
Giustizia, Criminalità --> Criminalità Organizzata Arte, cultura, intrattenimento
R SPE S0B S41 QBXU
BRONZI RIACE:RICERCATORE,RUOLO 'NDRANGHETA SCOMPARSA REPERTI (ANSA)
- REGGIO CALABRIA, 14 MAG -
Anche le cosche della 'ndrangheta
ebbero un ruolo nella scomparsa di alcuni oggetti appartenuti ai Bronzi di Riace.
E' quanto emerge dal secondo libro del ricercatore vibonese, Giuseppe Bragho',
che sara' nelle librerie dal 23 giugno prossimo e che racconta le vicende relative al furto di uno scudo e di una lancia appartenuti ai Bronzi. Bragho', nel suo primo
libro, sostiene, attraverso documenti e testimonianze, che con i due guerrieri, trovati nel 1972 nelle acque di Riace, c'erano anche una lancia ed uno scudo e probabilmente anche un elmo.
Il ricercatore non esclude anche l'ipotesi dell'esistenza di una terza statua.
Sul presunto furto e' attualmente in corso una indagine dei Carabinieri del
nucleo di tutela patrimonio artistico che e' coordinata dalla Procura della Repubblica di Locri.
''La 'ndrangheta - afferma Bragho' - trattenne per se' semplicemente uno scudo che fu venduto in un secondo tempo, sempre tramite un intermediario. Un elmo ando' a un archeologo ma su questo ultimo argomento preferisco ancora mantenere un assoluto
riserbo perche' sto effettuando delle ulteriori veriche.
La 'ndrangheta si interesso' della cosa non potendo fare a meno di notare l'eccessivo interesse subacqueo che si svolgeva, sin dal febbraio del 1972,
proprio nel mare di localita' Agranci di Riace''.
Sulla scomparsa della lancia e dello scudo appartenuti ai Bronzi il ricercatore vibonese ha anche raccolto il racconto di una testimone, sentita anche dai magistrati di Locri, che vide il ritrovamento delle statue.
Il racconto della testimone e' contenuto nel nuovo di libro di Bragho'.
''Tutto inizio' - prosegue il ricercatore - per un fortuito episodio.
Nella rete di alcuni pescatori del posto rimase, infatti, impigliato qualcosa di strano che non era un pesce. Da quel momento, piu' e piu' persone si interessarono alla caccia al tesoro.
Ma quando ci fu l'intervento dei militari della Guardia di Finanza la 'ndrangheta non si occupo' piu' della vicenda.
Non era conveniente,infatti,avere tra i piedi i militari''.
(ANSA).
LE14-MAG-08 14:00 NNNN
____________
http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=41540
ZCZC143/SXR Arte, cultura, intrattenimentoR SPE S0B S41 QBXU
BRONZI RIACE: RICERCATORE; ALTRI REPERTI, INTERVENGA BONDI (ANSA)
- REGGIO CALABRIA, 13 MAG -
Delle anomalie metalliche, probabilmente dovute alla presenza di altri reperti archeologici, sono state riscontrate nei pressi della zona di ritrovamento dei Bronzi di Riace, avvenuta nell'agosto del 1972, nel corso di accertamenti compiuti dal Servizio Tecnico dell'Archeologia Subacquea del Ministero dei Beni Culturali.
A renderlo noto e' il ricercatore Giuseppe Bragho', che ha scritto un libro dal titolo 'I Bronzi: le altre verita''. Bragho', che sta per pubblicare la seconda parte del libro che sara' nelle librerie dal 23 giugno, ha denunciato anche la scomparsa di una lancia e di uno scudo appartenuti ai Bronzi.
Sulla vicenda e' in corso una indagine dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico coordinata dalla Procura di Locri.
''Ho chiesto - ha detto Bragho' - un incontro con il neo Ministro Sandro Bondi affinche' vengano compiuti accertamenti piu' approfonditi al largo di Riace.
Le anomali metalliche riscontrate potrebbero essere dovute a dei rifiuti
ma non e' escluso che ci possano essere anche altri reperti archeologici.
E' indispensabile, quindi, che vengano compiute delle ispezioni marine
per accertare in modo inequivocabile di cosa si tratta''.(ANSA).
__________________________
(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 2 LUG
Un testimone avrebbe assistito al furto
di alcuni materiali appartenuti ai Bronzi di Riace.
Il testimone, sulla cui identita' viene mantenuto il massimo riserbo,
e' stato individuato dal ricercatore vibonese Giuseppe Bragho' che nei mesi scorsi,
dopo una ricerca durata qualche anno, ha denunciato il furto di un elmo, di una lancia ed uno scudo appartenuti alle due statue.
Bragho' ha segnalato la testimone ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico di Cosenza che stanno indagando sulla scomparsa dei reperti.
Il testimone, secondo quanto si e' appreso da Bragho', avrebbe assistito accidentalmente al recupero dei bronzi ed alla scomparsa di alcuni reperti.
Il racconto del testimone,che pare sia ricco di particolari utili per le indagini, e' stato acquisito dai carabinieri.
Nei mesi scorsi gli investigatori hanno acquisito dal ricercatore vibonese
una serie di fotografie e documenti dai quali emergerebbe che al momento del ritrovamento dei Bronzi di Riace, avvenuto 35 anni fa, con le due statue c'erano anche due scudi, una lancia e probabilmente anche un terzo 'guerriero' che pero' sono spariti.
La documentazione e' stata raccolta da Bragho' nel corso di ricerche compiute negli anni scorsi nell'archivio storico di Reggio Calabria.
''L'episodio raccontato dal testimone - ha detto il ricercatore Vibonese -
non e' l'unico ad essere avvenuto.
Pare che i furti siano stati diversi, svolti da personaggi disparati''.
Nelle settimane scorse Bragho' e' stato ricevuto da Silvana Rizzo, consulente culturale del Ministro Rutelli.
''Concretamente nel corso dell'incontro - ha aggiunto Bragho' - e' stato proposto un imminente, successivo incontro tra i vertici nazionali inquirenti finalizzato a fare il punto sulla vicenda. Tra l'altro mi hanno risposto positivamente alla richiesta
sulla pronta disponibilita' di una nave scientifica da ricerca, missione finalizzata ad analizzare la qualita' delle 'anomalie metalliche riscontrate nel 2004 nelle
adiacenze delritrovamento dei Bronzi e mai finora approfondite''.(ANSA).
_________________________
http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=27672
http://www.calabrialinks.net/portal/modules.php?name=News&file=print&sid=96
Vibo Valentia, 16 feb. (Apcom) -
Lancia e scudo di uno dei due Bronzi di Riace furono venduti a emissari del museo
Getty di Los Angeles. Questa la testimonianza del giornalista Rai Franco Bruno in una intervista pubblicata oggi da Il Quotidiano della Calabria.
La storia dei Bronzi è tornata d'attualità da qualche tempo, dopo che il Ministero dei Beni Culturali ha deciso di interessarsi ad un libro-dossier ("I Bronzi- l'altra
verità") scritto da uno studioso calabrese, Giuseppe Braghò.
Secondo il Quotidiano, qualche settimana fa il Ministro Rutelli avrebbe anche trasmesso il dossier alla Procura.
Bruno, nell'intervista, afferma che nel 1981 incontrò un mediatore di reperti, il quale affermava di aver trafugato uno scudo ed una lancia di uno dei Bronzi. A Bruno, il mediatore fece vedere due fotografie, una dello scudo ed una della lancia, affermando di averli trafugati e poi offerti agli emissari del museo Getty.
"Una volta trasmessi i servizi- ricorda Bruno al Quotidiano- scoppiò l'inferno".
Il giornalista fu convocato da un giudice e formalmente indagato dopo la deposizione.
"L'avvocato - ricorda ancora - è riuscito a convincere il giudice sul fatto che non fossi tenuto a rivelare la mia fonte e da allora non ne ho saputo più nulla...
Dopo qualche tempo, trovandomi a Roma, sono andato dal comandante dei carabinieri.
Ho chiesto se fossero stati al museo Getty ad indagare: lui disse di no, che erano in pochi, che non potevano concentrarsi solo su questo".
Quanto alle foto, il trafugatore non permise al giornalista di fare riprese né copie.
Caro Presidente della Repubblica Italiana, sono Luca Pagni e curo anche le pagine web dedicate ai Bronzi di Riace
http://www.photographers.it/articoli/bronzidiriace.htm
http://bronzidiriace.style.it/
Vi sarei grato se poteste interessarVi alla vicenda per la quale il Ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi non ha ancora preso una posizione chiara e pubblica circa le verifiche sul possibile trafugamento di elmi, lance e scudi dei Bronzi di Riace,
In occasione della nuova mostra al Paul Getty Museum con un bronzo di Urbano VIII attribuito al Bernini,
vorrei poter pubblicare una dichiarazione del Ministro e del Quirinale circa gli impegni che intendono assumersi affinche' vengano compiuti accertamenti piu' approfonditi al largo di Riace, sulle anomalie metalliche riscontrate che potrebbero essere dovute a dei rifiuti ma non e' escluso che ci possano essere anche altri reperti archeologici, per cui e' indispensabile che vengano compiute delle ispezioni marine per accertare in modo inequivocabile di cosa si tratta, visto e considerato che i Bronzi di Riace sono patrimonio dell'umanita' e dunque di tutti noi.
Attendo un Vs. gentile cenno di riscontro.
Roma 06 agosto 2008
Luca Pagni
via Francesco Tovaglieri 382 sc. E
00155 Roma
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inbreve/visualizza_new.html_765023421.html
RONZI DI RIACE: IN UNA FOTO PEZZO DELLO SCUDO MANCANTE
di Massimo Lapenda
REGGIO CALABRIA - Diventa sempre più intricata e misteriosa la vicenda del ritrovamento dei Bronzi di Riace. Una fotografia, scattata il giorno del recupero delle statue, dimostrerebbe, secondo il ricercatore vibonese, Giuseppe Braghò, l'esistenza di uno scudo che però non è stato mai trovato. La fotografia amatoriale è stata esposta nel corso di una mostra svoltasi quest'estate a Riace ed organizzata dalla Pro Loco.
Nel visionare le foto Braghò, autore di una ricerca e di un libro in cui si sostiene il furto di uno scudo e di una lancia appartenuti ai Bronzi, ha notato che dalla mano della statua cosiddetta 'Giovane' c'era un maniglione dello scudo che non è stato mai trovato. "Dalle foto - sostiene Braghò - si vede un oggetto che fuoriesce dalla mano sinistra del bronzo. E' facilmente intuibile che si tratta del maniglione dello scudo appartenuto alla statua e che non è stato mai ritrovato.
Dopo aver visto le foto della Pro Loco di Riace, scattate al momento del recupero delle statue, mi sono recato al Museo di Reggio Calabria e tra gli oggetti esposti, trovati con i bronzi, non c'é traccia di quell'oggetto che si vede nella fotografia".
Da diverso tempo Braghò, autore di due libri nei quali si sostiene il furto di oggetti appartenuti ai Bronzi di Riace, sostiene anche che le statue erano tre e non due.
A suffragare questa tesi, secondo il ricercatore vibonese, c'é una relazione fatta al momento del ritrovamento delle statue al largo delle acque di Riace.
"Nella relazione - aggiunge - si fa riferimento ad un gruppo di statue. Se fossero state solamente due avrebbero sicuramente indicato il numero preciso. E sempre nella stessa relazione vengono descritte i due Bronzi e viene scritto esplicitamente che era presente uno scudo sul braccio sinistro di una delle due statue. A supportare la tesi del furto degli oggetti appartenuti ai bronzi c'é anche la testimonianza di una donna che ho raccolto ed i cui contenuti ho diffuso nel mio ultimo libro". Sulla vicenda del presunto furto di oggetti appartenuti ai Bronzi di Riace è stata avviata anche una indagine compiuta dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico. L'attività investigativa, nata dalle ricerca di Braghò, non ha portato, almeno per il momento, a nessun esito.
Cari colleghi,
sono il reporter romano Luca Pagni
ed il 15 ottobre 2008 a Napoli
ho intervistato il Sovrontendente
Prof. Pietro Giovanni Guzzo
sul possibile trafugamento di parti dei Bronzi di Riace
IL VIDEO E' DISPONIBILE
ALLE PAGINE WEB:
http://it.youtube.com/watch?v=IFwx2qWLBRo
http://www.photographers.it/articoli/bronzidiriace.htm
giovedi 23 ottobre 2008
alle ore 18
Il Prof. Giuseppe Bragho'
presenterà "FACCE DI BRONZO"
presso la Pellegrini Editore
a Cosenza.
Interveniamo in massa.
Luca
Al Presidente della Provincia di Reggio Calabria
Al Sindaco di Reggio Calabria
Su Facebook siamo oltre 5.000 gli aderenti al gruppo
GIU LE MANI DAI BRONZI DI RIACE, in soli 3 giorni
Conoscete il libro-inchiesta FACCE DI BRONZO del Prof. Bragho' ?
Dato che il Presidente del Consiglio vorrebbe portare i Bronzi di Riace alla Maddalena per il G8
sarebbe il caso di riparlare degli stessi alla luce delle perizie tecniche con cui nel 2001
ne fu impedito il trasporto a Los Angeles, sempre per il G8.
In quegli anni il C.N.R. con un Istituto francese realizzo' una copia di una gamba di uno dei bronzi,
ma si innescarono polemiche scambiando la riproduzione con la clonazione genetica e non se ne fece piu nulla.
Esiste anche una sentenza del T.A.R. della CALABRIA
che contemplava la copia dei Bronzi di Riace, al fine di un loro trasporto all'estero per fini culturali.
Firenze espone da sempre in piazza la copia del David, senza scandali ne strumentalizzazioni politiche.
Lo stesso Vittorio Sgarbi che oggi non si oppone al
trasporto dei Bronzi di Riace, nel 2001 si espresse con parere opposto
per la salvaguardia di un bene culturale che richierebbe di rompersi
essendo stato svuotato divenendo particolarmente fragile.
La ricerca-inchiesta del Prof. Giuseppe Bragho'
sul possibile trafugamento di elmi, lance e scudi dei Bronzi di Riace
e' stata da me riportata in abstract
sul blog di Vanity Fair http://bronzidiriace.style.it/
oltre che sulla pagina dedicata ai Bronzi di Riace www.photographers.it/articoli/bronzidiriace.htm
Confido che la Vs sensibilità possa tener conto di tutto questo per evitare l'irreparabile.
Vi ringrazio per la cortese attenzione.
Resto in attesa di un gentile cenno di riscontro.
Cordiali saluti
Roma, 16/02/2009
Luca Pagni
Resp.le culturale di Photographers.it
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