20 giugno 2007

Operazione "Why Not"

Tribunale di Catanzaro


L'operazione denominata 'Why Not' è partita dalle dichiarazioni di una donna e ha coinvolto politici, militari, agenti segreti e imprenditori. Sotto inchiesta anche il capo di stato maggiore della GdF, Poletti. Il pm: "Scenario devastante della gestione del denaro pubblico'''

Avrebbe raccontato di come agiva il 'comitato d'affari'. Nonché gli intrecci politici, economici e finanziari che avrebbero permesso di portare a termine business rilevanti, truffe e frodi.

Sono queste le dichiarazioni fatte da una donna, la cui identità è ancora top-secret, alla base dell'operazione "Why Not", che ha portato ad una raffica di perquisizioni e informazioni di garanzia notificate oggi dai carabinieri del comando provinciale di Catanzaro su ordine del sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Luigi De Magistris, a politici, militari, agenti segreti e imprenditori. Le ipotesi di reato sono quelle di truffa, violazione della legge sul finanziamento ai partiti politici, associazione a delinquere, violazione della legge Anselmi sulle organizzazioni segrete, corruzione.

Le perquisizioni hanno riguardato gli uffici del consiglio regionale di Reggio Calabria, ma anche le abitazioni e gli uffici di alcuni consiglieri, assessori regionali, imprenditori e uomini delle forze dell'ordine. Successivamente si sono estese anche a Milano, Padova e Roma. Le persone coinvolte, in base al decreto di perquisizione emesso dal sostituo procuratore De Magistris, sono 20, ma non è affatto escluso che nell'inchiesta possano essere presto coinvolti personaggi politici di livello nazionale con incarichi ministeriali

Sulla base delle dichiarazioni della donna, soprannominata 'gola profonda', De Magistris ha individuato attraverso l'attività investigativa ''la sussistenza di condotte criminose finalizzate alla consumazione di truffe e corruzioni con riferimento, in particolare, all'erogazione di fondi pubblici''. Reati che, secondo il magistrato, sarebbero stati ''consumati, soprattutto, attraverso la costituzione di schermi-societari che consentono di spostare il denaro con maggiore facilità e creare condizioni per la realizzazione del prezzo del reato attraverso assunzioni di persone che rappresentano, in taluni casi, anche la controprestazione del delitto''.

Dall'analisi, scrive il sostituto procuratore De Magistris, ''delle compagini societarie e dei flussi economico-finanziari emerge uno scenario devastante circa la gestione di denaro pubblico e della pervicace volontà di depredare le risorse pubbliche pur di raggiungere lucrosi interessi criminali''.

Secondo il pm, dall'inchiesta ''è emersa la costituzione di vere e proprie lobby affaristiche, costituite con modalità tali da rimanere occulte e non consentendo di individuare i partecipanti alle stesse (tenuto anche conto dell'appartenenza a ramificazioni significative delle istituzioni di taluni solidali), svolgendo attività diretta ad interferire sull'esercizio delle funzioni di istituzioni, amministrazioni pubbliche e di servizi pubblici esenziali di interesse nazionale''.

La Procura di Catanzaro, sulla base delle valutazioni finora acquisite, è convinta che ''artificiosamente siano state costituite una serie di societa', create ad hoc, per fare profitto illecito ed ottenere commesse nell'ambito degli appalti e delle gare e per perpetrare ingenti truffe ai danni della comunità europea nell'ambito dei finanziamenti pubblici di volta in volta confluiti presso le casse della Regione Calabria da parte dell'Unione Europea, utilizzando spesso le societa' per piazzare, quale controprestazione sinallagmatica, persone che hanno prestato loro opere in favore dei vari solidali''.

Nel frattempo, in attesa di clamorosi sviluppi, le persone che oggi hanno ricevuto le informazioni di garanzia sono Francesco Bonferroni, 69 anni, consigliere d'amministrazione di Finmeccanica; Pietro Macrì, 43 anni, presidente della società Met Sviluppo, dirigente del settore terziario della Confindustria di Vibo Valenzia; Luigi Filippo Mamone, 57 anni, dirigente della Regione Calabria; Francesco De Grano,40 anni, dirigente della Regione Calabria; Maria Angela De Grano, 37 anni, sorella di Francesco De Grano con cariche in diverse società.

Informazioni di garanzia anche al gen. Paolo Poletti, 51 anni, capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza; Valerio Carducci, 59 anni, indicato quale punto di riferimento di Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere in Calabria, con ambienti parlamentari; Gianfranco Luzzo, 67 anni, ex assessore regionale alla Sanità della giunta Chiaravalloti e attuale presidente del consiglio del comune di Lamezia Terme e ora esponente dell''Italia di Mezzo''; Mario Pirillo, 62 anni, assessore regionale all'Agricoltura nell'attuale giunta Loiero; Massimo Giacomo Gennaro Stellato, 44 anni, gia' ufficiale della Gdf, in forza a Padova nell'intelligence; Gian Mario Stellato, 38 anni, fratello dell'ufficiale in servizio a Padova; Vincenzo Bifano, 46 anni, indicato come persona vicina ad Antonio Saladino; Gerardo Carnevale, 42 anni, collaboratore del consigliere regionale dei Ds Antonio Acri, 65 anni, anche lui raggiunto da un'informazione di garanzia.

A completare l'elenco, Nicola Adamo, 50 anni, già segretario regionale dei Ds e attuale vicepresidente della giunta regionale della Calabria; Brunella Bruno, 31 anni, in forza al Cesis; Armando Zuliani, 45 anni, imprenditore; Francesco Indrieri, 48 anni, commercialista; Salvatore Domenico Galati, 40 anni, collaboratore del senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli; Piero Scarpellini, 57 anni, imprenditore che avrebbe la sua attivita' nella Repubblica di San Marino.

Non risulta indagato, ma ha subito una perquisizione, l'ex presidente delle Compagnia delle Opere Giorgio Vittadini.


(Fonte www.adnkronos.com)




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